Tentiamo di migliorare Acilia dal degrado

Uno dei fattori dominanti che hanno portato allo stato attuale di grave difficoltà del nostro Paese è l’incapacità di chi ha governato negli ultimi vent’anni senza distinzione alcuna. L’espressione della politica nazionale è la stessa che abbiamo proiettato ad ogni grado di governo locale fino al più basso che, per le grandi città sono i municipi, ed eccone il risultato dalla valenza mediocre se non scadente, tendente al degrado. 

Degrado, un termine che trova applicazione a tanti fattori  della vita dell’uomo che, rapportandolo alla nostra quotidianità di cittadini dell’entroterra del XIII Municipio, è l’esatto contrario di quanto i nostri avi nella loro lungimirante evoluzione storica degli aggregati umani ebbero già in tempi lontanissimi ad evidenziare. Di come dovrebbe essere custodito il bene collettivo, se ne ha traccia già  nel 1309 nel COSTITUTO della città di Siena (sorta di costituzione scritta per i tempi in volgare così da essere compresa da tutti), dove si esortava ad avere a cuore “massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”. Questo perché la allora amministrazione avendo creato dei beni fruibili a tutti ne imponevano l’obbligo del rispetto controllando, con la allora polizia l’efficacia di tale norma. La predetta essenziale espressione, determina che la bellezza e l’armonia dei luoghi sono fondamentali per la città, l’orgoglio e la felicità di un popolo.

ACILIA è ormai abbandonata all’indigenza e all’isolamento sociale di etnie con comportamenti che abbiamo sin dall’antichità sopportato ma superato. Tralasciando gli anacronistici fasti gloriosi del periodo imperiale e guardando all’evoluzione più recente  della nostra storia, è bene ricordare come l’emigrazione dalle zone rurali portò alla concentrazione nel periodo dell’industrializzazione nelle città che non erano attrezzate per sopportare esodi di masse. Questo creò, facendo una similitudine con i giusti distinguo, quello che sta succedendo oggi nelle nostre città arrecando disagio maggiore alle periferie, da gente proveniente da altre nazioni meno progredite. Una società che ritiene di essere evoluta e, certamente noi lo siamo, ha l’obbligo di reagire e mettere in campo azioni che permettano la convivenza. Come? Monitorando il territorio con le forze dell’ordine facendo rispettare le leggi e i regolamenti permettendo così di riappropriarsi di quei luoghi resi impraticabili. Oggi noi aciliensi soffriamo questo disagio che riporta al termine usato all’apertura dell’argomentazione “degrado”. Il Comitato di quartiere Acilia centro sud sollecitato dalla cittadinanza per lo stato di insicurezza e per dare un segno forte alle istituzioni, rimaste sorde alle nostre richieste, darà vita a iniziative per bonificare quei luoghi lasciati allo scadimento. Cominceremo con la ripulitura del verde di Piazza dei Sicani, proseguendo con i giardini in P.zza S. Leonardo da Porto Maurizio, per  terminare con il nuovo piccolo parco inspiegabilmente non ancora aperto di Via Valle Porcina e terminato da oltre un anno. Dobbiamo apprezzare l’intervento dell’Ama intervenuta sabato scorso con un’opera energica per ridare dignità al parcheggio della stazione di Acilia. Invitiamo pertanto tutti i cittadini di Acilia al primo appuntamento per sabato 15 ottobre ore 8,00 in Piazza dei Sicani, armati di rastrelli seghe decespugliatori e buona volontà per MIGLIORARE ACILIA. Vi aspettiamo numerosi.

Comitato di Acilia centro sud
Il presidente
Ezio Pietrosanti